Intervista del Presidente dell’Ordine degli Psicologi dell’Umbria a Donatella Tesei

La Psicologia può essere utile, se ben utilizzata, per promuovere le risorse della Comunità regionale. Condivide questo pensiero? Se Lei sarà eletta presidente la Regione si impegnerà per promuovere queste risorse a favore dei cittadini?

Quando l’Assemblea Legislativa dell’Umbria, su iniziativa del vostro Ordine, si è occupata dei bisogni e delle politiche in questo campo la Lega ha approvato il documento finale di intenti. Pur stando all’opposizione abbiamo ritenuto importante investire in questo settore. Tuttavia a quella decisione l’amministrazione uscente non ha fatto seguire atti coerenti. Per quanto ci riguarda siamo pronti a mantenere gli impegni se riteniamo condivisibili gli obiettivi.

I nuovi Livelli Essenziali di Assistenza prevedono che ai cittadini venga garantita l’assistenza psicologica in caso di necessità. Da una nostra indagine risulta che in Umbria solo un cittadino su 4 riceve una risposta adeguata. Il suo programma cosa prevede per risolvere questo problema?

Noi intendiamo portare avanti delle politiche della salute che siano calibrate sui bisogni dei cittadini e crediamo che in questo campo i bisogni della popolazione vadano riconosciuti e vada data una risposta articolata e concreta, sia in termini di prevenzione che di cura. Il settore pubblico deve essere in grado di fare la sua parte, soprattutto pensando alle fasce più fragili, laddove il bisogno non può essere soddisfatto con risposte privatistiche.

 Nella prevenzione, gli interventi psicologici hanno un rapporto costi-benefici molto significativo, ma sono poco utilizzati. I servizi sanitari, del welfare, la scuola e le organizzazioni sono gli ambiti elettivi di questi interventi. Come pensa di potenziare queste attività? Se Lei sarà eletta, la Regione si impegnerà per promuovere questo tipo di servizi ai cittadini?

In molte Regioni dove governa il centrodestra ci sono azioni avanzate in questo campo. La Regione deve programmare in modo tale che ci sia una politica coerente nei diversi ambiti del sociale e del sanitario che prenda in adeguata considerazione l’apporto delle competenze psicologiche. L’ente Regione ha competenze diversificate nei diversi ambiti – più o meno dirette – ma può e deve svolgere un ruolo di raccordo forte delle politiche, anche per valorizzare tutti gli apporti possibili.

La presenza dello Psicologo nelle Cure Primarie – il progetto umbro PSICUP – ha dato risultati significativi: è favorevole alla graduale messa a regime del progetto?

Io sono per fare scelte basate sui dati, sulla chiarezza. I dati emersi da questa sperimentazione ci dicono che dobbiamo prenderla in seria considerazione. Una volta che saremo chiamati a gestire la Regione, saremo pronti a confrontarci con i vari attori, anche sulla base dei sopracitati dati.

In Puglia il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità una proposta di legge sulla Psicologia in ambito scolastico. Sono previste attività di consulenza e sostegno psicologico, sportelli di ascolto, l’istituzione di un tavolo tecnico permanente per la programmazione annuale degli interventi regionali e delle attività relative per poter meglio indirizzare le misure di supporto e promozione. Ritiene possibile questo percorso in Umbria?

Penso di aver già risposto quando ho detto che la Regione deve avere uno sguardo “ampio”, in grado di analizzare i problemi della società regionale a 360 gradi e di indicare delle strade da percorrere, anche in quei settori dove non ha competenze primarie. Quindi vi è la massima disponibilità ad affrontare il tema scuola anche da questo punto di vista.

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