DOMANDE – FAQ

CHE COSA È L’ORDINE DEGLI PSICOLOGI?

L’Ordine degli Psicologi tutela gli interessi dell’utente e promuove la qualità del lavoro del professionista anche attraverso l’applicazione del Codice Deontologico, cura la tenuta e l’aggiornamento dell’Albo in cui sono iscritti tutti gli psicologi italiani.

QUALI SONO I COMPITI ISTITUZIONALI DELL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI?

L’Ordine è un Ente pubblico non economico sul quale vigila il Ministero della Giustizia, strutturato a livello regionale e, limitatamente alle Province di Bolzano e Trento, provinciale. Gli iscritti all’Albo costituiscono l’Ordine degli psicologi. Il Consiglio Regionale dell’Ordine esercita le seguenti attribuzioni: cura l’osservanza delle leggi e delle disposizioni concernenti la professione; cura la tenuta dell’Albo professionale, provvede alle iscrizioni e alle cancellazioni; provvede alla trasmissione di copia dell’Albo al Ministro della Giustizia, nonché al procuratore ella Repubblica presso il tribunale; vigila per la tutela del titolo professionale e svolge le attività dirette a impedire l’esercizio abusivo della professione; adotta i provvedimenti disciplinari ai sensi dell’articolo 27 Legge 56/89. (art. 12 della L. 56/89)

CHI È LO PSICOLOGO?

La professione di Psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito” (L.56/89, istitutiva dell’ordinamento professionale). Lo psicologo svolge la propria attività: nelle Aziende Sanitarie Locali, negli Ospedali e nelle strutture private convenzionate, nei Servizi di Psicologia Clinica e di Comunità, nei Servizi per la Salute Mentale e la Neuropsichiatria Infantile, nei Servizi per le Dipendenze Patologiche (Ser.T., Comunità Terapeutiche, Centri d’accoglienza); nelle Università come docenti e ricercatori nell’ambito della didattica, come consulenti nell’orientamento universitario; nel settore Educazione e Scuola come psicologi scolastici; nel sistema di orientamento e formazione professionale dei servizi pubblici (Centri per l’impiego, etc.) e come consulenti nelle agenzie formative; nei Servizi alle imprese ed alle organizzazioni private e pubbliche, come consulenti per Aziende, Scuole, Organizzazioni (selezione, formazione, valutazione, sviluppo di carriera, sicurezza lavorativa ed infortunistica, mobbing, comunicazione e marketing, customer satisfaction e qualità); nei Servizi Socio-assistenziali (ASL, Enti Locali, settore no-profit, Tribunali dei Minorenni, etc.); in altre Istituzioni e Settori pubblici, come Forze Armate, Polizia, Istituti Penitenziari, nelle situazioni di emergenza collettiva, in concorso con le attività di Protezione Civile, e nell’ambito della sicurezza stradale; in società sportive ed associazioni per il tempo libero.

COME SI DIVENTA PSICOLOGO?

Per diventare psicologo è necessario conseguire la laurea di secondo livello (quinquennale) in psicologia presso un Ateneo Italiano, effettuare un tirocinio della durata di un anno e superare l’Esame di Stato che consente l’iscrizione alla sezione A dell’Albo. Lo psicologo può fare attività di prevenzione, diagnosi, sostegno psicologico, abilitazione e riabilitazione, rivolte a persone, organismi sociali e comunità. Nella sezione ALBO DEGLI ISCRITTI è possibile consultare l’Albo degli iscritti dell’Ordine degli Psicologi della Regione Umbria (alcuni professionisti, pur operanti in Umbria, potrebbero essere iscritti presso un altro Ordine. In questi casi è possibile verificare l’iscrizione sul sito del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi (www.psy.it).

COME SI DIVENTA PSICOLOGO-PSICOTERAPEUTA?

Per svolgere l’attività di psicoterapia, lo psicologo deve diplomarsi presso una Scuola di specializzazione universitaria oppure presso una Scuola di specializzazione privata riconosciuta dal Ministero competente, di durata almeno quadriennale.Gli psicologi-psicoterapeuti possono svolgere attività di psicoterapia individuale, di coppia, familiare e di gruppo.

CHI È IL DOTTORE IN TECNICHE PSICOLOGICHE?

Il dottore in tecniche psicologiche ha conseguito la laurea triennale di primo livello, effettuato un successivo tirocinio di almeno 6 mesi e ha superato l’Esame di Stato che consente l’iscrizione alla sezione B dell’Albo. Il dottore in tecniche psicologiche può operare sotto la supervisione di uno psicologo iscritto alla sezione A.

Dottore in tecniche psicologiche per il settore delle tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro:

  1. realizzazione di progetti formativi diretti a promuovere lo sviluppo delle potenzialità di crescita individuale e di integrazione sociale, a facilitare i processi di comunicazione, a migliorare la gestione dello stress e la qualità della vita;
  2. applicazione di protocolli per l’orientamento professionale, per l’analisi dei bisogni formativi, per la selezione e la valorizzazione delle risorse umane;
  3. applicazione di conoscenze ergonomiche alla progettazione di tecnologie e al miglioramento dell’interazione fra individui e specifici contesti di attività;
  4. esecuzione di progetti di prevenzione e formazione sulle tematiche del rischio e della sicurezza;
  5. utilizzo di test e di altri strumenti standardizzati per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell’interazione sociale, dell’idoneità psicologica a specifici compiti e condizioni;
  6. collaborazione con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;
  7. attività didattica nell’ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore.

Dottore in tecniche psicologiche per il settore delle tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità:

  1. partecipazione all’èquipe multidisciplinare nella stesura del bilancio delle disabilità, delle risorse, dei bisogni e delle aspettative del soggetto, nonché delle richieste e delle risorse dell’ambiente;
  2. attuazione di interventi per la riabilitazione, rieducazione funzionale e integrazione sociale di soggetti con disabilità pratiche, con deficit neuropsicologici, con disturbi psichiatrici o con dipendenza da sostanze;
  3. collaborazione con lo psicologo nella realizzazione di interventi diretti a sostenere la relazione genitore-figlio, a ridurre il carico familiare, a sviluppare reti di sostegno e di aiuto nelle situazioni di disabilità;
  4. collaborazione con lo psicologo negli interventi psico-educativi e nelle attività di promozione della salute, di modifica dei comportamenti a rischio, di inserimento e partecipazione sociale;
  5. utilizzo di test e di altri strumenti standardizzati per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell’interazione sociale, dell’idoneità psicologica a specifici compiti e condizioni;
  6. elaborazione di dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;
  7. collaborazione con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;
  8. attività didattica nell’ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore.

COS’È IL CODICE DEONTOLOGICO DEGLI PSICOLOGI?

L’Ordine degli Psicologi, che funge da garante per il comportamento deontologico del singolo professionista, svolge azioni a difesa degli interessi dell’utenza ed a garanzia della qualità del lavoro del professionista, anche attraverso il suo Codice Deontologico che si ispira ai seguenti “principi fondamentali”: rispetto dei diritti fondamentali della persona, della sua autonomia e della sua dignità, come sancito dalla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” e dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia; responsabilità individuale, professionale e sociale dello Psicologo; integrità, onestà, probità a livello individuale e professionale; autonomia ed identità professionale; competenza (intesa sia come conoscenze delle tecniche sia come “consapevolezza” delle proprie capacità e dei propri limiti); promozione attiva del benessere individuale e sociale (tutto ciò a tutela complessiva dell’utente, del committente, del gruppo professionale e del singolo professionista).

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