Contro la depressione solo i farmaci non bastano

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I dati dell’indagine ufficiale e pubblica condotta da EUROSTAT a livello europeo e dall’ISTAT in Italia confermano la notevole e crescente incidenza della depressione. Soprattutto di quelle forme meno gravi che spesso sono assolutamente trascurate. Oramai esiste una letteratura che ci dice che molte forme depressive vengono da situazioni di disagio psicologico cronico o da reazioni ad eventi stressanti che non sono state adeguatamente affrontate e trattate.

E molte forme più gravi vengono da situazioni più lievi non adeguatamente trattate. Sottovalutare il disagio psicologico o l’impatto di traumi o vissuti stressanti, affidarsi solo al farmaco per curare le forme depressive manifeste il più delle volte significa non essere efficaci e appropriati e lasciare che le cose si aggravino. Infatti in molti casi non abbiamo la “vis sanatrix naturae” ma un progressivo deterioramento degli equilibri di benessere e salute e l’impossibilità di costruire nuovi e più funzionali equilibri. Spesso infatti non si tratta solo di “riparare” ma anche di sviluppare risorse e mettere le persone in condizioni di crearsi nuovi equilibri adattativi.

Le competenze psicologiche e psicoterapiche sono fondamentali per una strategia di intervento articolata ed integrata che parta dalle Cure Primarie sino ai servizi specialistici e alle strutture di ricovero. Che sia in grado di articolare prevenzione e cura, azioni riparative e di empowerment.

I nuovi LEA danno delle indicazioni e delle risposte veramente efficaci ed innovative nel campo dell’assistenza psicologica ma la strada da fare è veramente molta, perché la Psicologia è ancora spesso vista come un lusso in un Sistema Sanitario con poche risorse, senza vedere che gli studi seri di economia sanitaria ci dicono che tutti gli interventi psicologici si ripagano da soli per i risparmi che producono e che nella maggior parte dei casi innescano ulteriore riduzione dei costi.

Oggi la professione psicologica è sanitaria a tutti gli effetti ma occorre che sia inserita nel “Sistema Salute” a pieno titolo ed in modo non frammentario e disomogeneo (come accade oggi) ma organico e funzionale. Per non investire qualcosa finisce che si spende molto di più, come i dati dell’impatto dei problemi psicologici sulla salute e sui costi sanitari e sociali ci mostrano.

La legge Gelli, sulla quale l’Ordine degli Psicologi promuove un convegno nazionale il prossimo 23 febbraio presso il Ministero delle Salute, prevede appropriatezza e considerazione delle evidenze e linee guida e questo ci aiuterà a rendere visibile una Psicologia e Psicoterapia che sono cresciute in questi aspetti ma anche a dare maggiore considerazione al ruolo che questi aspetti rivestono nelle cure.

David Lazzari
Resp. UOC Psicologia – Az. Osp. Univ. S.Maria – Terni
Esecutivo Nazionale Ordine Psicologi
Presidente Ordine Psicologi Umbria
Past President Società Italiana PsicoNeuroEndocrinoImmunologia

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